Anziani, il 20% dei ricoveri è per eccesso di pillole

SI CONTANO più di 5 milioni di ricoveri l'anno nella fascia d'età over 65 e di questi, oltre 1,5 milioni sono riospedalizzazioni dovute all'eccesso di farmaci o reazioni avverse. Sì, proprio così, spesso si tratta di 'ricoveri per eccesso di pillole'. Un effetto domino che ha inizio quando l'anziano esce dall'ospedale, ritrovandosi con uno o due farmaci che si vanno ad aggiungere ai 4 o 5 già assunti abitualmente. Il numero delle terapie inizia ad avere così un certo peso e, qualche volta, il mix di farmaci assunti comporta delle reazioni avverse. A discutere di questo problema è stata la Società italiana di medicina interna (Simi), riunita recentemente per il Congresso nazionale.

·VENGONO PRESCRITTI TROPPI FARMACI
Ogni giorno, sono 6 milioni gli over 65 che consumano più di cinque medicinali - 1,3 milioni addirittura arriva a prenderne più di dieci al giorno. Oltre 3 milioni sono esposti al rischio di interazione fra i tanti medicinali assunti, rischio che diventa realtà di ricovero per 1 milione di casi (dati del Reposi, Registro politerapie Simi).

"Il ricovero è un momento cardine ma oggi, anziché essere l'occasione per una revisione critica delle terapie nell'ottica di tagliare medicinali inutili o inappropriati, è purtroppo una circostanza in cui il carico di farmaci aumenta – spiega Franco Perticone, presidente Simi -. Lo dimostrano i dati dello studio Reposi, raccolti dal 2008 dalla Simi con l'Istituto Mario Negri e il Policlinico di Milano, su oltre 5mila pazienti ricoverati nei reparti di medicina interna e geriatria di tutta Italia. Secondo i risultati dello studio il 60% degli anziani quando arriva in ospedale prende 5 farmaci al giorno e, alle dimissioni, esce con 7, con un'aggiunta in media di due farmaci a ogni ricovero. Il carico aumenta spesso senza che ve ne sia un reale bisogno e tutto questo crea un effetto "porte girevoli" per cui i ricoveri si susseguono a causa di terapie non adeguatamente gestite. Le difficoltà a 'semplificare' e ad 'alleggerire' la terapia derivano soprattutto dalla mancanza di linee guida specifiche, dal timore dei pazienti di sospendere i farmaci e dal preoccupante fenomeno della medicina difensiva". 
 

·UN ALGORITMO COME SOLUZIONE AL PROBLEMA
Oggi, per superare il problema, è in fase di sperimentazione un software, frutto di un progetto innovativo del Simi, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri, Policlinico di Milano e il Policlinico di Bari che consente di tagliare i farmaci inutili e in eccesso. Il progetto De-prescribing si basa sull'utilizzo di un algoritmo in grado di segnalare al medico la possibilità di interazioni tra i farmaci prescritti al paziente. Tutto ciò consente di ridurre di oltre il 30% il carico delle terapie negli anziani, una riduzione in grado di abbattere del 30-40% i costi delle terapie - che oggi sfiorano complessivamente i 16 miliardi di euro. Senza contare il minore rischio di interazione tra i farmaci – che scende dal 59% al 33%, secondo i risultati dello studio – e la minore probabilità di essere esposti a farmaci potenzialmente inappropriati – si passa dal 42% al 12%.

"Stiamo cercando di individuare i metodi più efficaci per interrompere la 'cascata prescrittiva' di cui sono vittime gli anziani, anche perché al crescere del numero di farmaci diminuisce fino al 70% l'aderenza alle cure con conseguenze molto negative per la salute dei pazienti – interviene Alessandro Nobili, dell'Istituto Mario Negri di Milano e responsabile del progetto –. Per esempio abbiamo già messo alla prova il software InterCheck: inserendo nel sistema i medicinali assunti e portati con sé dai pazienti, indica immediatamente se vi sia la possibilità di interazioni e segnala le possibili prescrizioni inutili, evidenziando perciò 'bandierine rosse' che richiamino l'attenzione del medico per valutare una possibile riduzione delle prescrizioni". E dai primi dati i risultati sembrano incoraggianti. "Questo ausilio informatico ha consentito di diminuire di circa il 30% il carico di farmaci dei pazienti e riteniamo che ulteriori buoni risultati si possano ottenere anche aumentando la vicinanza al paziente da parte del medico, per esempio attraverso un adeguato monitoraggio degli eventi avversi
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 L'obiettivo è anche migliorare la comunicazione e la collaborazione tra specialisti, farmacisti ospedalieri e medici di famiglia al fine di un'alleanza terapeutica".

09/11/2017 17:44 LEGGI TUTTE

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